La verità sul femminismo
Un libro sugli Stati Uniti
La metà delle donne più ricche e meglio istruite degli Stati Uniti è pronta a tornare tra le mura domestiche ad accudire i figli dopo aver abbandonato carriere promettenti. Perché? Bisogna considerarla una sconfitta degli ideali femministi? Sulle pagine di The American Prospect, Linda Hirshman dà il suo contributo a un dibattito che va avanti da alcuni anni e che verte proprio intorno a queste domande. Una trentina d'anni dopo la rivoluzione femminista, sono ancora troppo pochi i posti di potere occupati dalle donne.
Il problema, secondo Hirshman, non è la mancanza di un'istruzione adeguata né – come molti credono – il fatto di subire delle discriminazioni sul posto di lavoro che gli impediscono di fare carriera. Il vero problema sono le regole del matrimonio, che sono rimaste tali e quali a quelle del passato. È ancora diffusa l'idea che siano le mogli a doversi occupare dei figli e dell'organizzazione della vita domestica. Il femminismo ha quindi portato progressi sul posto di lavoro ma non all'interno della famiglia.
E soprattutto non ha modificato la mentalità maschile e il modo in cui i mariti si relazionano alle mogli: "La gabbia che le rinchiude è la loro stessa casa e, proprio per questo, è ancora più difficile da abbattere".
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